Il percorso
Sono Alessandro Conti, milanese di San Siro più che di anagrafe. Ho iniziato a scrivere di calcio nel 2013, in una redazione di provincia che chiudeva il giornale alle due di notte e riapriva con lo strillo del lunedì mattina. La carta è andata, certo, ma quella scuola — verifica la fonte, telefona prima di pubblicare, rileggi due volte — è rimasta. Ho lavorato con Il Giornale, ho collaborato con La Gazzetta dello Sport per la rubrica sui diritti TV, e dal 2019 mi occupo principalmente di calcio digitale. La transizione da Sky a DAZN, dalla parabola al cavo all’app, l’ho seguita maglietta a maglietta.
L’ossessione professionale, se devo essere onesto, è il mercato dei diritti. Quando DAZN si è preso le sette gare di Serie A nel 2021 ero in sala stampa di via Rosellini, e ho visto la fila di colleghi sbattere la testa sul concetto di “co-esclusiva”. Da allora seguo ogni asta, ogni rinnovo, ogni mossa di Mediaset Infinity, di Now di Sky, dei pacchetti satellite e dei contratti europei. Il tifoso italiano vuole sapere due cose, in quest’ordine: dove guardo la mia squadra, e quanto mi costa. Il resto è cornice.
Cosa copro
- Serie A: assegnazione diritti, calendari, copertura DAZN/Sky, rotazione gare in chiaro
- Coppe europee: Champions League, Europa League, Conference League — distribuzione italiana, edizioni Sky e Amazon Prime
- Mediaset e RAI: pacchetti gratuiti, finestre in chiaro, copertura della Nazionale
- Mercato dei diritti: aste, rinnovi, pacchetti pay-per-view, evoluzione del modello OTT
- Calcio internazionale: Premier League, LaLiga, Bundesliga viste dalla prospettiva italiana
Principi editoriali
Verifico ogni informazione di trasmissione con fonti primarie — comunicato della lega, ufficio stampa dell’emittente, contratto quando trapela. Le voci dei social non sono notizia. Quando sbagliamo, correggiamo entro 48 ore con una nota di rettifica visibile a fondo pagina. I siti pirata, le IPTV non autorizzate e i sistemi VPN per aggirare il geoblocking sono fuori dal nostro perimetro editoriale.
